(un accenno della storia di Sarah ed Alex terminata, dopo qualche anno, in uno splendido matrimonio e un apprezzato "wedding book").
Mi chiama a sera tardi. Devo parlarti, vediamoci subito, fa lei. Ma è tardi, faccio io, vediamoci domani. Cosa c'è di tanto urgente? Sto a letto, è passata la mezzanotte e non ho voglia di discutere e litigare, vediamoci domani, dico io. Dice: No adesso. Mica starai a letto con lei? Tu ne saresti capace, con quella faccia di bronzo che ti ritrovi. Mi stai a sentire? Ti sto a sentire dico sono tutto orecchi dico ma non ce la faccio più, la tua gelosia mi sta ammazzando, facciamola finita, domani alle 10 al Bar Sant Eustachio, quello vicino al Senato, e chiudo la conversazione prima che ricominci. Stacco il filo del telefono. Sarah è una ragazza stupenda, alta, magra, occhi verdi, elegante, intelligente con quell'aria d'intellettuale arrogante. La conosco da quando andavamo all'Università, stiamo insieme da mesi ma la sua gelosia aumenta con il passare dei giorni. E' gelosa di Laura, la mia ex. Ma ho chiuso con lei da diverso tempo, non l'ho più vista e sentita. Spengo la luce, mi giro nel letto e cerco di dormire ma non riesco a prendere sonno. Il rumore dei motorini sale di notte fino ai piani più alti di Via Borgognona. Non frega niente a nessuno se è isola pedonale, i veri padroni della strada sono i motorini.
Mi alzo presto, ho dormito poco e male, vado in cucina e mi faccio un caffè. Prendo la mia macchinetta per due persone, quella con l' omino con i baffi, che ogni mattina con il braccio alzato mi saluta. Apro il barattolo, che tengo in frigo, abbasso la faccia, chiudo gli occhi, annuso il profumo del caffè che mi sveglia subito e mi mette di buon umore. Credo di averne bisogno oggi, penso. Apro il pc leggo le notizie, vado in bagno ma devo sbrigarmi, sono già le nove e mezza, mi vesto, infilo i pantaloni scendo le scale di corsa, chi la sente Sarah se arrivo in ritardo.

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